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La Salute
Il
dispensario di Nepu
La
donazione offerta da Chiesi Farmaceutici nell’anno 2005 è stata
destinata alla realizzazione di un dispensario nel villaggio di Nepu, in
una zona del tutto priva di assistenza medica.
La bella notizia è giunta al villaggio mentre si stavano ultimando i
lavori per la costruzione della scuola, e quindi è stato possibile
proseguire i lavori, mentre le attrezzature necessarie erano già
presenti sul posto.
L’attività è proseguita ad un ritmo serrato, perché era speranza di
tutti riuscire ad ultimare i lavori prima dell’arrivo dei rappresentanti
dell’associazione. Grazie all’impegno e all’entusiasmo degli operai e
dei coordinatori dei lavori, nel mese di agosto la costruzione era così
già quasi completamente terminata.
L’edificio sorge a circa 500 m. dalla scuola di Nepu, in direzione del
vicino villaggio di Shishung e di altri villaggi collegati da una strada
sterrata, che potranno quindi anch’essi essere serviti.
Comprende una sala d’attesa, una stanza per le consultazioni, una sala
più grande che ospiterà alcuni letti, un magazzino per i medicinali, due
stanze per il medico e la sua famiglia.
Il dispensario verrà inserito nelle strutture mediche governative e
quindi tra breve verrà incaricato un medico tibetano da assegnare alla
nuova struttura.
Il
dispensario di Singma Gangchen
Grazie alle donazioni raccolte, un nuovo dispensario è stato costruito
anche nel villaggio di Singma: è una costruzione ampia , con un grande
cortile, posta proprio sulla strada che porta dalle città di Lhasa e
Shigatse fino al confine con il Nepal.
Pur essendo una strada sterrata – al momento sono però in corso dei
grandi lavori di miglioramento – è una delle principali arterie del
Tibet e rende quindi il dispensario facilmente raggiungibile da molti
altri villaggi dei dintorni.
Un medico tibetano vive già con la sua famiglia nella nuova struttura,
che sostituirà il vecchio e più piccolo dispensario del vicino villaggio
di Gangchen, in pessime condizioni per le estreme condizioni climatiche
del Tibet.
E’ di enorme importanza per gli abitanti dei villaggi poter contare su
una assistenza medica di base: le condizioni di salute sono spesso
precarie, per il clima, l’alimentazione, l’uso di acqua contaminata. Le
strutture sanitarie in città sono troppo costose e difficili da
raggiungere, e chi si ammala rimane così spesso privo di qualunque
aiuto.
Le Scuole
Grazie agli aiuti raccolti, tra la fine del 2004 e il 2005 sono state
costruite due nuove scuole nei villaggi aiutati:
La
scuola del villaggio di Nepu
I
lavori di costruzione della scuola, iniziati a fine 2004 grazie a una
donazione della società Chiesi Farmaceutici di Parma, sono stati
completati già nel marzo 2005 grazie al lavoro e all’entusiasmo di molti
abitanti dei villaggi – che hanno così potuto trovare anche
un’occupazione.
Nel mese di agosto 2005 era da poco iniziata l’attività scolastica
grazie all’arrivo di un maestro proveniente dalla città di Lhasa.
L’edificio comprende le aule dalla prima alla terza, alcune stanze per
il maestro e la sua famiglia, una stanza più grande per le assemblee, un
magazzino ed una cucina; è circondato da un grande cortile protetto da
un muro di cinta, nel quale sono stati piantati dai bambini molti
piccoli alberi, così preziosi per la vita a queste altitudini. Presto
arriveranno banchi e sedie nuove per la scuola, e una provvista di libri
e quaderni.
I bambini erano già al lavoro nella loro nuova e bella scuola, e in
cambio di questo grande dono ci hanno regalato i loro più bei sorrisi.
La
scuola del villaggio di Pandin
L’anno scorso gli abitanti di Pandin avevano chiesto aiuto
all’Associazione perché la vecchia scuola del villaggio , una piccola
costruzione molto precaria, sorgeva sulle rive di un torrente le cui
piene avevano già più volte minacciato l’edificio
e i suoi occupanti.
Grazie agli aiuti raccolti è stato possibile acquistare i materiali per
costruire una nuova scuola , che nell’estate 2005 era già terminata e
funzionante.
Le donne del villaggio sono venute una ad una ad offrire i loro poveri
doni ai rappresentanti dell’Associazione – tazze di tè o di birra
d’orzo, un pugno di incenso, una sciarpa tibetana: a voi tutti
trasmettiamo l’immensa gratitudine di queste madri per chi ha tanto
aiutato i loro figli.
I
monasteri
Gli aiuti raggiungono diversi monasteri, dove è preservata la preziosa
tradizione culturale, spirituale, artistica e medica del Tibet.
Sono strutture spesso precarie, che necessitano di continue riparazioni
per il clima estremo del Tibet; i monaci vivono nella massima
semplicità, studiando e svolgendo tutti i lavori manuali: ma i monasteri
vivono solo grazie alle offerte e hanno grande bisogno di aiuto per
acquistare cibo , abiti, scarpe, coperte, libri, medicine, e per poter
accogliere altri bambini agli studi.
Gli aiuti raccolti nell’estate 2005 hanno raggiunto centinaia di monaci
e di piccoli monaci.
Il Monastero di
Gangchen - Il
Monastero di Nymo Gyalchen
Il Monastero Poti
Kansar - Il
Monastero Sed Gyued
Le
adozioni a distanza
Il
progetto di adozione in Tibet è partito nel 1997, con solo qualche
decina di bimbi aiutati: grazie al vostro sostegno, nell’estate 2005
abbiamo portato aiuti a 22 villaggi nella regione di Shigatse, nel Tibet
centrale , per un totale di circa 2600 bambini.
Nelle città di Lhasa e Shigatse abbiamo acquistato abiti e scarpe in
grado di proteggere i bambini dal prossimo gelo invernale: giacche a
vento, maglie, pantaloni, pantaloni imbottiti, scarpe di tela e di
cuoio, cappelli, calze, e poi quaderni, penne e inchiostro, matite,
spazzolini da denti e dentifricio, sapone e asciugamani.Ogni famiglia ha
ricevuto, oltre al denaro e ai doni per i bambini, sacchi di riso,
farina e farina d’orzo per affrontare l’inverno.
I doni sono stati distribuiti fra tutti i bambini dei villaggi, con il
coordinamento del Governo Locale e in base alle liste degli abitanti:
anche quest’anno è stata una grande gioia, e tutti hanno lasciato il
lavoro nei campi per trascorrere insieme un giorno di festa.
Con il passare degli anni anche noi ci rendiamo sempre più conto di come
questo aiuto sia importante per i villaggi: di come il nostro arrivo sia
atteso con ansia da tutti, di come per un bambino e per la sua famiglia
sia importante sentire chiamare il suo nome tra quelli dei bimbi che
hanno un benefattore – anche se poi in caso contrario riceverà lo stesso
tutti i doni. Significa sentire che qualcuno pensa a lui ogni giorno,
che ha a cuore la sua difficile situazione, e questo di per sé è già un
enorme conforto.
I “grazie” contenuti nelle letterine dei bimbi e delle loro famiglie,
anche se spesso espressi in modo semplice e ripetitivo, sono davvero
molto sinceri e profondi.
Gli aiuti distribuiti direttamente alle famiglie sono di enorme aiuto
per tutti, ma ancora non bastano per assicurare un’esistenza serena e
dignitosa ai bambini e alle loro famiglie, perché vi sono altre
necessità fondamentali da colmare: la mancanza di acqua, di scuole, di
assistenza medica, di trasporti, di alberi, di coltivazioni essenziali.
Per questo parte degli aiuti raccolti vengono destinati a progetti di
aiuto alle comunità in cui i bambini vivono.
La partenza da Lhasa
- La distribuzione
nel villaggio di Gangchen
La distribuzione nel
villaggio di Nepu -
La distribuzione nel villaggio di Nye
Villaggi
di Naling
Tra i tanti raggiunti dagli aiuti abbiamo visitato quest’anno alcuni
piccoli villaggi del distretto di Namling, dove la povertà è estrema.
In una casa ad esempio vivono una donna e suo figlio: la costruzione è
un’unica piccola stanza, annerita dal fumo, con due pagliericci e il
focolare al centro . Fino all’anno scorso non avevano neppure una
finestra da cui entrasse un po’ di luce e di aria, ma l’anno scorso
grazie agli aiuti ricevuti hanno potuto acquistare i vetri e aprirne
così finalmente una.
In altra vive una famiglia numerosa: anche loro vivono così, senza vetri
nonostante la rigidità del clima. Ma quest’inverno potranno chiudere la
loro finestra.
Anche tutti i bambini di questi villaggi hanno ricevuto abiti, scarpe e
materiali scolastici, e le famiglie scorte di riso e farina per
affrontare con più serenità l’inverno che spesso le isola completamente
dal mondo esterno.
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