Progetto per i Disabili in Tibet
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La Cerimonia Finale

Il 30 Novembre 2003 sarà ricordato come un giorno speciale nella storia del Monastero di Tashilumpo a Shigatse, nel Tibet Centrale.
In questo giorno, nell’ abbagliante luce del sole invernale del Tibet, ha avuto luogo la cerimonia di celebrazione della cosiddetta “chiusura ufficiale” del progetto di riabilitazione e formazione professionale a favore delle persone disabili .
Il progetto ha visto la luce nel 2002: è stato il primo nel suo genere in questa parte del Tibet, ed è stato realizzato con il contributo della Regione Lombardia, e grazie agli sforzi congiunti di Lama Gangchen World Peace Foundation – Help in Action ONLUS, Fondazione Don Carlo Gnocchi ONG, AISPO (Associazione per la Solidarietà tra i Popoli) ONG.
In realtà la cerimonia ha segnato soprattutto il saluto ed il ringraziamento ai rappresentanti della Fondazione Don Gnocchi , ed il passaggio delle consegne al Monastero e alla Clinica di Tashilumpo e a Lama Gangchen Wolrd Peace Foundation – Help in Action ONLUS.
Mentre infatti i rappresentanti della Fondazione Don Gnocchi preparavano il loro ritorno dalla Terra delle Nevi in Italia, che sarebbe avvenuto di lì a poco, si svolgevano gli incontri tra la direzione del Monastero di Tashilumpo ed i volontari della Lama Gangchen Help in Action ONLUS per individuare il miglior modo di proseguire nella gestione del progetto a favore dei disabili, che ha certo cambiato la vita di molte persone in Tibet.
I discorsi di chiusura si sono svolti negli uffici del nuovo centro di riabilitazione, costruiti per ospitare anche i laboratori professionali ed i dormitori: abbondavano tutti gli elementi tipici dell’ospitalità tibetana, dal tè salato al burro, al formaggio essiccato, alla frutta , ai dolci speciali preparati solitamente solo in occasione del Losar, il Capodanno tibetano. I monaci come al solito non stavano fermi un istante, per essere certi che ciascuno avesse cibo e bevande più che a sufficienza
Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti della Lama Gangchen World Peace Foundation – Help in action ONLUS , della Fondazione Don Carlo Gnocchi ONG, la direzione del Monastero, i medici della Clinica del Monastero di Tashilumpo, i rappresentanti delle autorità locali e tutto il personale.
Il Venerabile Phunla, Abate del Monastero, era tornato da Lhasa nonostante gli impegni che lo tratteneveano nella capitale del Tibet , per essere presente alla cerimonia.
Ha iniziato il suo discorso ringraziando i presenti ed ha continuato indirizzando la sua gratitudine a Lama Gangchen Rimpoche, “ senza la cui presenza – ha aggiunto – questo progetto non avrebbe avuto alcuna possibilità di realizzarsi “.
Ha proseguito rivolgendosi ai due fisioterapisti che hanno trascorso molti mesi in Tibet lavorando per il progetto : “Renzo e Laura hanno dovuto affrontare molte difficoltà , a cusa dell’altitudine, del clima, delle differenze culturali. Ciò che sono riusciti a fare qui sarà di grande aiuto in futuro per le persone e per coloro che lavorano nella Clinica”.
Ha quindi offerto il pieno appoggio del Monastero per il futuro proseguimento del progetto: “Da parte nostra faremo il possibile per non sprecare l’opportunità che ci è stata offerta. Questo progetto ci dà la possibilità di beneficiare gli esseri senzienti, ed in particolare di aiutare le persone affette da disabilità: come monaci, questo è lo scopo della nostra vita.
Ci avete offerto una base per svolgere questo lavoro e ora il Monastero ne prende su di sé la piena responsabilità . “
Ha quindi preso la parola Massimo Ferrario , responsabile del progetto per la Fondazione Don Gnocchi, per la seconda volta in Tibet: “ Sono oggi in grado di vedere il risultato di questi due anni di lavoro : gli 8.000 km. che separano l’Italia dal Tibet sono molti, ma qui abbiamo cercato di condividere le nostre esperienze.”
Ha poi proseguito con parole di incoraggiamento verso il Monastero: “ Voi avete una grande conoscenza nel campo della Medicina tradizionale Tibetana, e noi abbiamo qualche esperienza nel trattamento delle persone disabili: la cosa migliore da fare è quindi quella di unire le due cose per ottenre il miglior risultato per le persone; è fondamentale condividere le proprie esperienze per ottenere qualcosa di positivo”.
Cercando poi di gettare un ponte sull’abisso che divide il livello di servizi a favore delle persone disabili nei due paesi ha cercato di spiegare: “ Nel nostro paese noi spesso vediamo le persone disabili condurre un’esistenza normale. Hanno una buona qualità di vita.
Qui nella Clinica di Tashilumpo ho visto persone con differenti disabilità beneficiare dei trattamenti . Questa non è semplice fisioterapia, è un punto d’incontro tra la vostra medicina tradizionale e le nuove conoscenze; unendole, possiamo ottenere una miglior qualità della vita per i disabili. Questo concetto è importante: noi abbiamo culture e realtà molto differenti che devono entrare in connessione. Non vogliamo cancellare la vostra tradizione, ma vogliamo offrirci di integrarla”.
Ha quindi concluso il suo intervento dicendo : “ Ogni progetto ha un inizio, ed una fine. Ora stiamo celebrando la conclusione di questo progetto, ma è molto importante che il Monastero di Tashilumpo trovi il miglior modo per proseguiredopo la nostra partenza”.
Sharon Dawson, rappresentante di Lama Gangchen e della sua Fondazione, è quindi intervenuta per assicurare al Venerabile Phunla e al Monastero che aiuto e supporto materiale e finanziario saranno come di consueto offerti dalla Fondazione di Lama Gangchen, che da molti anni apprezza e sostiene il lavoro assistenziale del Monastero e della sua clinica – ove le cure mediche sono offerte ad un costo simbolico ai più poveri della regione – attraverso significative donazioni .
L’aiuto della Fondazione di Lama Gangchen ha portato recentemente anche alla costruzione di un edificio con docce e servizi igienici per il Monastero, che aveva un estremo bisogno di aumentare il livello di igiene.
Lama Gangchen ha sottolineato fin dall’inizio del progetto la necessità per il Monastero - già ben noto nella regione per la sua attività sociale - di allargare l’offerta di cure includendo un aiuto significativo per le persone disabili e anziane, spesso sole e dimenticate in condizioni di estrema difficoltà.
Il Venerabile Phunla ha concluso la cerimonia offrendo ai rappresentanti della Fondazione Don Gnocchi e della Lama Gangchen World Peace Foundation le “khate” (le sciarpe augurali tibetane) e doni.
All’entrata dell’edificio è stata posta una targa commemorativa.

 

La Celebrazione alla Clinica
di Tashi Lumpo

Dopo la cerimonia ufficiale nel nuovo edificio c’è stato un incontro più rilassato ed informale sulla terrazza della Clinica del Monastero. I monaci medici nel desiderio di mostrare il loro grande apprezzamento verso i risultati del progetto, avevano preparato un party a base di tè.
Il dr. Tsepun, primario della Clinica, ha espresso in nome di tutto lo staff la sua gratitudine per le nuove idee e abilità introdotte nella loro pratica quotidiana; ha quindi aggiunto di aver riscontrato grandi miglioramenti nei pazienti trattati durante i due anni del progetto, e che tutti loro hanno compreso come vi sia la possibilità di fare molto per le persone disabili.
Durante gli incontri periodici i medici ed il personale della Clinica hanno infatti concordato sul fatto che le conoscenze e le tecniche trasmesse da Laura e Renzo durante la loro permanenza in Tibet sono state di grande valore , e che dal loro punto di vista il progetto è stato quindi un grande successo.
Ha fatto seguito il tradizionale scambio di doni: il Dr. Tsepun ha offerto a tutti gli occidentali presenti le sciarpe cerimoniali e un dono di artigianato tradizionale. Secondo la tradizione monastica e per desiderio di Lama Gangchen un piccolo dono ed un’offerta sono stati consegnati a tutti i monaci che lavorano nella Clinica , e a tutto il personale locale impegnato nel progetto.
Massimo Ferrario ha offerto medaglie commemorative da parte della Fondazione Don Carlo Gnocchi al Dr. Tsepun e al segretario Wangchuck.
Ha quindi offerto penne ed agende a tutti i monaci che hanno seguito il training in fisioterapia.
Più tardi il Dr. Tsepun e tutto lo staff della Clinica hanno approfittato della modrna tecnologia per registrare mediante la videocamera un messaggio per Lama Gangchen, in cui lo hanno ringraziato per aver portato questo importante progetto a Tashilumpo, pregandolo di continuare a sostenere il lavoro della Clinica.

 

I Piccoli Pazienti

Il titolo del progetto di Lama Gangchen World Peace Foundation, Fondazione Don Gnocchi e AISPO era : “Riabilitazione e formazione professionale per le persone disabili in Tibet” .
E’ molto facile farsi prendere dalle parole, dai piani, dai budget, dalla burocrazia inevitabile, dimenticando che i progetti umanitari come questo sono creati ed esistono per la gente, per persone in carne ed ossa le cui vite ed i cui problemi sono difficili per noi da immaginare.
Progetti come questo hanno il potere di alleviare le sofferenze e di migliorare la qualità della vita dei meno fortunati: questo progetto in particolare ha cambiato la vita di molti tra i quali Nyma Puti, Tse Lhamo, Jamyang Chonzo e la sua famiglia, Lobsang Tenzin e tanti altri.

  • Nyma Puti ha solo 13 anni ma ha già un ruolo fondamentale nell’assistenza alla cugina Tse Lhamo, di 10 anni. Prima che Tse Lhamo ricevesse in dono una sedia a rotelle, Nyma Puti la portava spesso sulla schiena…. Ora, in breve tempo Nyma ha imparato a manovrare con perizia la sedia a rotelle e a superare gradini e angoli come se non avesse mai fatto altro.

  • Jamyang Chonzo è piccolo per i suoi 9 anni, ma sopperisce alle sua scarse dimensioni con l’entusiasmo e la velocità: non c’è modo di fermarlo ora che Renzo ha realizzato per lui una speciale struttura che lo aiuta a camminare! Sta imparando molto in fretta ad usarla e solo ogni tanto si riposa sedendo sulla sbarra.

  • Lobsang Tenzin, uno dei bambini che hanno ricevuto il trattamento di fisioterapia fin dall’inizio del progetto, ha fatto progressi incredibili. All’inizio era molto incerto sulle gambe e incapace o comunque non disposto a muoversi da solo. Ora Lobsang, che è affetto da paralisi cerebrale, è ora molto più sicuro nei movimenti e sa camminare da solo.

  • Tenzin Shelok è affetto da molteplici problemi ma ha avuto la benedizione di una famiglia che lo ama profondamente. Viene da un remoto villaggio della regione, e la madre ha deciso di rimanere nella città di Shigatse per dargli la possibilità di seguire il programma riabilitativo presso la Clinica di Tashilumpo, nel tentativo di migliorare le sue condizioni per quanto possibile. Laura ha incluso la madre di Tenzin nelle sessioni terapeutiche in modo che possa proseguire da sola con la necessaria continuità il lavoro quotidiano per Tenzin.

  • Tenzin Chontze ha un sorriso così grande da illuminare una stanza; è un bravo studente e niente gli piace di più che allungare le mani sul computer! Anche lui ha ricevuto una sedia a rotelle, che inizialmente ha rifiutato preferendo che fosse un familiare a portarlo sulle spalle come sempre. Ma pian piano si è abituato a vedere gli altri bambini della Clinica usare la loro sedia a rotelle, ha cominciato a prendere confidenza ed il suo disagio si è dissolto; potrà così trarre la più grande utilità dalla sua ritrovata mobilità…

 

La Clinica del Monastero
di Tashi lumpo

Tashilumpo è oggi uno dei più grandi ed importanti monasteri del Tibet. Costruito nel 15mo secolo dal I° Panchen Lama – che affidò al suo discepolo Panchen Zangpo Tashi l’impegno di portare l’opera a compimento – ospita oggi circa 800 monaci ed è la sede tradizionale dei Panchen Lama.
E’ in questo monastero, grazie al lavoro e alla totale dedica del X° Panchen Lama durante e dopo la Rivoluzione Culturale, che molti dei più antichi e sacri testi religiosi sono stati salvati dalla distruzione e preservati per le future generazioni.
Ma non solo gli insegnamenti spirituali sono qui preservati e mantenuti in vita : anche la tradizione medica ed i sistemi di guarigione dell’Himalaya sopravvivono e fioriscono nel centro medico del Monastero.
All’interno della struttura monastica i più poveri e bisognosi della città di Shigatse e dei villaggi circostanti trovano un qualche sollievo alla loro sofferenza fisica e psicologica.
Al mattino insieme ai primi pellegrini della giornata arrivano anche i malati, sapendo che qui riceveranno ad un costo simbolico le cure , la comprensione ed il trattamento che mai potrebbero permettersi altrove. Di fatto, i monaci-medici della clinica ricevono almeno 150 pazienti al giorno.
Sono formati soprattutto nelle conoscenze della medicina tradizionale tibetana, ma hanno ricevuto nozioni sulla diagnosi, il trattamento e la medicina occidentale.
Nella clinica questi due sistemi che possono apparire opposti lavorano insieme, completandosi e sostenendosi a vicenda.
Accanto al metodo tradizionale della diagnosi attraverso il polso i medici hanno a portata di mano gli apparecchi per la misurazione della pressione , l’elettrocardiogramma, i raggi X.
Vengono utilizzati gli antibiotici così come l’agopuntura ed i composti tradizionali a base di erbe, fiori e minerali.
Un paziente può essere indirizzato ad una visita specialistica presso l’ospedale, così come ad un Lama o ai monaci in grado di compiere ed insegnare pratiche spirituali ; a Tashilumpo il corpo e la mente del paziente sono trattati come una cosa sola, e ad entrambi è attribuita la medesima importanza.
E’ stato infatti dopo aver visitato tutte le altre strutture mediche disponibili a Shigatse che un rappresentante della Fondazione Don Gnocchi, compreso l’autentico valore della Clinica, ha richiesto che il Monastero di Tashilumpo fungesse da base per il progetto a favore delle persone disabili, allora appena in fase di studio.
Grazie alle lunghe e sincere relazioni sviluppate da Lama Gangchen nei lunghi anni del suo lavoro umanitario in Tibet , è stato possibile ottenere il pieno appoggio al progetto non solo da parte del Monastero di Tashilumpo, ma anche dei rappresentanti del Governo Locale.
Nonostante i loro molteplici impegni nei confronti della comunità locale e della vita spirituale del Monastero, anche il Dr. Tsepun ( direttore della Clinica di Tashilumpo) e tutti glialtri monaci-medici dello staff hanno accettato di tutto cuore di partecipare al progetto.
Fin dall’inizio , oltre ad offrire un terreno di grande valore all’interno della sua cinta per il nuovo edificio, il Monastero ha messo a disposizione spazi nella clinica per creare uan palestra , per i trattamenti di fisioterapia, un ufficio e dei laboratori.
Alcuni dei monaci-medici sono stati inoltre individuati come destinatari del corso di formazione alla fisioterapia offerto dai rappresentanti della Fondazione Don Gnocchi.
Oggi, due anni dopo, la Clinica accoglie soprattutto un gran numero di giovani e bambini disabili che hanno la fortuna di ricevere il trattamento fisioterapeutico da parte di persone sinceramente motivate e che hanno compreso i benefici delle nuove tecniche, accettandole per poter offrire le migliori soluzioni possibili ai loro piccoli pazienti.

 

Il Centro di Formazione Professionale

Anche la costruzione che ospita i laboratori artigianali e le stanze per i medici ha dovuto pagare il suo tributo alle estreme condizioni climatiche del Tibet : le temperature abbondantemente sotto lo zero, il forte vento, il calore del sole dei 4.000 metri sono solo alcuni degli elementi che hanno reso necessarie alcune picole riparazioni nell’edificio, che affronta il suo secondo inverno. Si è approfittato delle riparazioni per pulirlo da cima a fondo e prepararlo alla cerimonia.

  • L’edifcio dall’esterno.

  • L’edificio visto dall’interno del muro di cinta; speciali modifiche ne hanno assicurato l’accessibilità anche a coloro che hanno difficoltà motorie.

  • I bagni certo “lussuosi” per il luogo , con acqua corrente, hanno creato una certa sensazione tra le persone che frequentano il Centro.

  • Ecco i monaci del Monastero e alcuni volontari mentre offrono il loro aiuto per assicurare che l’edificio sia pulito e splendente per la cerimonia.

  • Nuove tende e bandiere di preghiera per creare l’atmosfera di festa.

  • Il Dr. Tsepun parla con il segretario del Monastero di Tashilumpo per ultimare i preparativi per la cerimonia.

 

I Laboratori di Artigianato

Il Tibet ha un antico e prezioso patrimonio di attività artigianali: la tessitura di stoffe e tappeti, l’intaglio del legno, la pittura sacra su stoffa, la scultura, il ricamo, l’oreficeria.
L’arte è spesso collegata alla profonda spiritualità del paese, ed i Monasteri ne sono stati tra i più importanti custodi nei secoli.
Durante gli anni della Rivoluzione Culturale anche questo ricco patrimonio ha rischiato di essere perduto: S.S. il X Panchen Lama negli anni ’80 ha così avviato nel Monastero di Tashilumpo diversi laboratori di attività artigianali, facendone un polo importante per la preservazione di questo fondamentale aspetto della tradizione tibetana.
Intorno a questo polo si sviluppano oggi le attività dei laboratori nel nuovo Centro per i disabili, annesso al Monastero: telai per la realizzazione di tappeti di varie dimensioni, dei grembiuli e delle stoffe tradizionali, macchine da cucire, strumenti per l’intaglio del legno e per la pittura sacra su stoffa vengono utilizzati sotto l’abile guida degli insegnanti e adattati alle specifiche difficoltà dei singoli.
I disabili provenienti dai villaggi vengono ospitati presso il Centro, spesso in compagnia di un parente, e seguono generalmente anche il programma di riabilitazione terapeutica.
In pochi mesi di scuola è possibile imparare a filare e tessere la lana, a realizzare un “gomde”, il colorato grembiule tessuto a mano, che tutte le donne tibetane sposate indossano; oppure un piccolo tappeto nella spessa lana tibetana, un complemento indispensabile nelle case dei villaggi dove si siede e si dorme sul freddo pavimento in terra battuta ; o una passatoia, sulla quale i monaci siedono in preghiera.
Si può imparare a cucire una “chuba”, l’abito tradizionale delle donne e degli uomini del Tibet, oppure tovaglie e decorazioni in broccato multicolore, cornici in stoffa per i dipinti sacri, abiti per i monaci, “giole” o borse a tracolla.
Chi è più portato può imparare a dipingere le coloratissime decorazioni che ornano i muri , le porte e le finestre delle case dei villaggi tibetani , dove altrimenti per l’aridità del clima spesso gli unici colori sono il blu del cielo ed il marrone bruciato della terra; oppure a realizzare i disegni per i tappeti e le stoffe, o ad intagliare nel legno semplici oggetti di uso quotidiano: ciotole, bacchette, fusi per la lana, cucchiai, telai, zangole per il burro, porta incensi, scatole, piccoli mobili o magari anche decorazioni artistiche o oggetti sacri in legno.
Le attività vengono prescelte scondo le inclinazioni dei singoli, ed anche in base alle loro specifiche difficoltà.
Al termine del corso presso il Centro i disabili ricevono in dono lo strumento di lavoro adattato alla loro difficoltà, e possono con esso far ritorno alla loro casa o al villaggio di origine, proseguendo così l’attività, ed eventualmente tornare per futuri miglioramenti delle loro conoscenze.
Con questo dono prezioso una vita fatta di dipendenza , di inutilità e di frustrazione si può trasformare finalmente in una vita dignitosa, significativa e autonoma, alleggerendo i disabili e le loro famiglie da un peso fisico e psicologico spesso assai difficile da sopportare.

 

La Vita nei Villaggi

Gli abitanti dei villaggi più remoti, sparsi sull’altopiano della regione di Shigatse, nel Tibet Centrale, conducono una vita semplice ed estremamente dura.
Qui si sopravvive grazie ai magri frutti di un’agricoltura di pura sussistenza, condotta sul terreno arido e roccioso di montagna, e ad un po’ di allevamento.
Spesso il raccolto non è neppure sufficiente alla famiglia per tutto l’anno, e gli abitanti dei villaggi sono costretti a cercare lavoro nella costruzione delle strade, o nelle cave dove si raccolgono e si spaccano le pietre, per incrementare i loro magrissimi redditi e consentire a loro stessi e ai loro bambini di sopravvivere.
In questa situazione, per queste famiglie, ogni paio di braccia è importante.
Nei villaggi, rimasti uguali da centinaia di anni, la moderna tecnologia ha avuto ben poco impatto, o spesso nessuno, sulla vita quotidiana : l’acqua pulita per bere e per cucinare deve essere trasportata dalla più vicina sorgente, che spesso dista qualche chilometro dal villaggio; il combustibile per cucinare e per riscaldarsi deve essere raccolto quotidianamente e immagazzinato per l’inverno; il mezzo di trasporto più comune, e spesso l’unico, sono le proprie gambe.
Nelle case non c’è elettricità né riscaldamento oltre al focolare; nei villaggi non ci sono strade o negozi, ospedali, medici, servizi sociali.
I più anziani e i disabili sono esclusi dalla vita e dai compiti di ogni giorno , fatti in genere di un durissimo lavoro fisico.
In questo contesto le persone disabili diventano una popolazione silenziosa e nascosta, costretta a gravare completamente sulle famiglie e sulla comunità.
Il progetto di riabilitazione e formazione professionale presso il Monastero di Tashilumpo vuole offrire nuove speranze alle persone disabili della regione. Insegnare loro una professione artigianale , che potranno poi svolgere a casa, significa offrire indipendenza ed un ruolo attivo nella vita sociale ed economica delle loro famiglie e comunità.
Per le distanze e per la mancanza di mezzi di trasporto nei villaggi non sarebbe possibile ai disabili seguire quotidianamente i corsi professionali presso il Monastero di Tashilumpo, che si trova nella città di Shigatse ; per questa ragione il Monastero ha bisogno delle risorse necessarie per ospitare ed aiutare le persone che possono beneficiare del programma di formazione.
Chi desideri partecipare alla copertura delle spese, - soprattutto legate al vitto e all’alloggio, all’acquisto dei materiali e degli strumenti - per una persona disabile proveniente dai villaggi, che potrà così seguire il corso presso il Monastero per poi diventare finalmente indipendente e produttiva nel suo villaggio, può indirizzare la propria donazione a:

Lama Gangchen Kiurok Tsochun - Help in Action ONLUS
Banca Popolare di Sondrio - Agenzia 13 Milano
Conto corrente: 7770/67  Cab: 1612 Abi: 5696
IT58 D056 9601 6120 0000 2877 X24 SWIFTPOSOIT22

Specificando nella causale “Progetto di riabilitazione e formazione professionale per i disabili in Tibet”.

 

Una Nuova Clinica, Nuove Speranze

dal Peace Times 19 - Marzo 2003

Inaugurato nel monastero di Tashi Lumpo in Tibet un
centro per la cura e riabilitazione dei disabili

L’organizzazione di un viaggio in Tibet può a volte risultare scoraggiante e complicata, persino per i viaggiatori più esperti, biglietti, visti di ingresso, guide, traduttori, mezzi di trasporto… Richiede svariati preparativi un viaggio nel Paese delle Nevi e tante preoccupazioni per le poco prevedibili condizioni metereologiche, per i disturbi d’altitudine, per l’equipaggiamento più idoneo, piuttosto che per i documenti e i permessi di viaggio. Solo quando il mio aereo si apprestava ad atterrare all’aereoporto che ho tirato un sospiro di sollievo, mi sono sentita improvvisamente rilassata e deliziata da quel cielo blu brillante e da quelle montagne incappucciate di neve: ce l’avevo fatta.
Solo due settimane a mia disposizione per cui mi metto subito in viaggio per Shigatse, la seconda città più importante del Tibet. Quattro ore di strada di montagna, uno scenario spettacolare e vario: vicino Lhasa un’abbondanza di frumento che poi lascia il posto a una terra più arida e rocciosa man mano che mi avvicino alla zona di Shigatse. Nonostante la bellezza di un paesaggio mozzafiato, la vista di intere famiglie impegnate in un disperato tentativo di rompere le pietre per tentare un minimo di coltivazione della terra e superare il lungo inverno, mi riempivano gli occhi di lacrime. I problemi inerenti l’organizzazione del mio viaggio si sono dissolti quando ho visto la frustrazione che persone come loro devono affrontare ogni giorno solo per provvedere alla sopravvivenza della propria famiglia.
Giunti all’hotel di Shigatse mi attendevano alcuni rappresentanti del monastero di Tashi Lhunpo (uno dei più grandi in Tibet) che mi hanno accolto con le tradizionali sciarpe cerimoniali (le kate) e offerto frutta e bevande. Un’accoglienza ufficiale perché non ero in Tibet come normale turista, ma come rappresentante di Lama Gangchen e della sua fondazione.
Negli ultimi anni la Lama Gangchen Kiurok Tzochun Help in Action, l’associazione dedicata ai progetti umanitari che è parte della Lama Gangchen World Peace Foundation (LGWPF) ha portato a termine molti lavori importanti in Tibet. Ha provveduto all’assistenza sanitaria di base per alcune delle persone più povere e bisognose in Tibet. Ha costruito infrastrutture sanitarie e per l’educazione con lo scopo di migliorare lo standard di vita di gente che a causa dell’altitudine e delle rigide condizioni climatiche, ha già abbastanza difficoltà. Il 2002 ha visto l’inizio di un nuovo progetto importante. Primo nel suo genere in questa regione del Tibet, è il risultato di una collaborazione tra la LGWPF-Help in Action, la Fondazione Don Gnocchi e l’Associazione di Solidarietà tra i Popoli AISPO. Le tre organizzazioni hanno riunito conoscenze e abilità per creare facilitazioni per la riabilitazione e per il training di inserimento nel mondo del lavoro dei disabili. Il progetto, parzialmente sponsorizzato dalla Regione Lombardia, è già in corso da tre mesi. Come volontaria LGWPF mi sono recata a Shigatse per offrire un aiuto, se necessario, e per visionare l’andamento dei lavori.
La miseria e le disperate condizioni di vita degli abitanti di questa area non sono immaginabili, solo prendendone visione diretta possono essere comprese. Le case, per la maggior parte costruite con fango e mattoni, mancano di elettricità, di acqua corrente, di bagni e spesso anche di finestre. Le persone e gli animali abitano gli stessi spazi anneriti dal fumo della stufa. Sterco di yak, spesso attaccato alle pareti, viene fatto asciugare per poi essere utilizzato come combustibile per l’inverno. Solo qualche piccolo mobile, nessun guardaroba e vecchi sacchi come coperte per affrontare il gelo dell’inverno. Gli unici mezzi di sostentamento per questa gente provengono dalla coltivazione di una terra estremamente arida e dalla pastorizia. Non vi sono negozi, né strade, nè telefoni né tantomeno ospedali. Una vita durissima. Immaginiamoci come può diventare se sei anche portatore di handicap. Le condizioni di vita in questi villaggi escludono completamente i disabili dalla possibilità di avere un ruolo all’interno della famiglia o della comunità. Il progetto ha lo scopo di offrire soluzioni ad alcuni dei loro problemi e di fornire facilitazioni per la riabilitazione piuttosto che per il training per il loro inserimento nel mondo del lavoro. La mia prima visita è stata alla clinica del monastero di Tashi Lhunpo. Costruito nel XVI secolo, è la sede storica del Phancen Lama. I suoi tetti d’oro svettano nel cielo di Shigatse. Tashi Lhumpo ospita circa 800 monaci e oltre che un centro di cultura e di spiritualità è un santuario per i pellegrini che hanno bisogno di assistenza medica. La clinica, situata nel cortile del monastero, è presidiata da un lama medico e accoglie una media di 150 pazienti al giorno con la richiesta, quando è possibile, di una cifra simbolica per le cure. Qui i più poveri trovano sollievo dalle proprie sofferenze fisiche e mentali. Ma i medici, per la maggior parte addestrati secondo la medicina tradizionale tibetana, si trovano spesso impotenti di fronte ai casi di invalidità. E’ stato in questa clinica che ho potuto vedere i primi segni del progetto in corso. Renzo Pezzini e Laura Negri sono due terapisti presenti alla clinica di Tashi Lhunpo già da agosto dell’anno scorso. Sono stati inviati in Tibet dalla Fondazione Don Gnocchi, una delle più importanti organizzazioni italiane che si impegna ad aiutare i disabili. La clinica ha fornito un ufficio e uno spazio per le visite e per le attività riabilitative, nonché il sostegno organizzativo da parte del monastero stesso. Alcuni monaci medici hanno la possibilità di imparare con loro l’arte della fisioterapia secondo la medicina occidentale. Sotto la guida degli esperti italiani la stanza delle visite è stata trasformata in una palestra di fisioterapia e quindi arredata con lettini, specchi, cuscini e altri semplici ma importanti strumenti di lavoro.
Laura Negri è riuscita a preparare materiale didattico con cui spiegare le teorie di base della fisioterapia e, con il sussidio di alcune dimostrazioni pratiche, ha istruito i medici del posto affinchè, sotto la sua supervisione, possano già trattare i primi pazienti. Quattro infermi, selezionati dal dottor Fabio Cimorelli, durante le due settimane di visita presso la clinica, sono attualmente sotto cura e osservazione. Si tratta di giovani che non avevano nessuna speranza di miglioramento delle proprie condizioni. Dopo un tempo relativamente breve è possibile prendere atto dei primi progressi. Il programma è di rendere disponibili le cure a un gran numero di pazienti della zona. Durante un breve seminario Renzo Pezzini ha cercato materiali e metodi per sistemare le stampelle utilizzate sino ad oggi dalla gente del posto. Ha trovato che quasi tutte fossero fatte male e che quindi aggravassero le condizioni fisiche del paziente. La mobilità e la postura di una persona possono essere nettamente migliorate con l’uso di ausili ben fatti. Diverse paia di stampelle sono quindi state subito costruite e distribuite.
In un altro luogo, l’area a sinistra rispetto all’ingresso principale del monastero, è in corso un altro progetto ambizioso. Ottocentoquattro metri quadrati di terra, proprietà dello stesso monastero e considerati eredità culturale dal comitato cinese del turismo, sono stati offerti per una nuova costruzione anch’essa dedicata al progetto disabili. L’edificazione delle fondamenta è cominciata il 5 ottobre 2002 e 50 operai sono da allora al lavoro per completare l’opera nel più breve tempo possibile. La temperatura atmosferica tende a precipitare e quindi il completamento dell’opera è una priorità prima che le condizioni climatiche impediscano i lavori.
L’edificio, destinato ad essere al centro delle attività di training professionale per i disabili, è composto da tre segmenti. Il primo, costruito in stile tradizionale tibetano, comprende 5 camere che verranno adibite a dormitori e cucine. Il secondo segmento, in blocchi di cemento, consiste di uno spazio per i laboratori, un ufficio e un magazzino. Il terzo e ultimo segmento è composto da due camere da letto con bagno e due stanze da utilizzare come cucina e salotto per i medici e i terapisti. Alcuni servizi, dotati di acqua corrente, sono a disposizione dei dormitori e dei lavoratori e rappresentano un vero lusso per i fortunati che avranno la possibilità di usufruire di servizi più unici che rari in tutta l’area.
Na volta terminate, le camere affacceranno su un terrazzo con giardino, mentre una recinzione proteggerà l’intera costruzione. Di fronte all’edificio vi è un frutteto e il progetto comprende un cancello che permetta l’accesso a questa oasi di pace e tranquillità. Il centro è accessibile anche in automobile utilizzando l’entrata principale del monastero.
Renzo Pezzetti sta seguendo i lavori con grande entusiasmo: è anche esperto nei progetti di eliminazione delle barriere architettoniche che, se presenti, rendono un disabile ancora più handicappato. Seguendo i suoi suggerimenti gli ingressi sono stati allargati, le finestre abbassate e sono state costruite rampe di accesso e corrimano. Le costruzioni, allo stesso tempo, rispettano le tecniche edilizie e le sagome architettoniche tradizionali; le facilitazioni sono state costruite con l’obiettivo di insegnare alla gente di diventare autonoma all’interno del loro stesso ambiente.
Una volta completato il centro ospiterà e addestrerà i disabili allo svolgimento delle attività quotidiane e nelle arti manuali fra le quali alcune rischiano di scomparire. La speranza è che in futuro sarà possibile vendere ai turisti di Tashi Lhunpo gli oggetti realizzati nei laboratori. Ciò permetterebbe al centro di diventare autosufficiente. Per avere un’idea dell’artigianato possibile e per giudicare il livello di manualità e il tipo di materiali necessari è stato necessario visitare negozi della zona. Grazie alla buona fama del monastero tutte le botteghe si sono aperte alle nostre richieste e abbiamo trovato il necessario. E’ stato affascinante osservare gli artigiani impegnati a realizzare bellissime statue del Buddha in argilla, i pittori concentrati nella realizzazioni di dettagliati dipinti su tela o le donne piegate per ore sulle macchine da cucine per realizzare splendide tende. Man mano che guardavo l’edificio prendere forma, i medici visitare i pazienti e ascoltavo il responso della gente del posto, mi si faceva sempre più chiaro nella mente che un progetto di questo tipo ha un enorme importanza per la popolazione locale.
Il dottor Tsepun, una miniera di informazioni grazie a una lunga esperienza con gli invalidi, ci ha spiegato con grande chiarezza i problemi e le difficoltà che queste persone sperimentano ogni giorno. E’ preoccupato, in particolare, di quelli che vivono nei villaggi e sono privi di qualunque tipo di assistenza. Gente senza speranza. Il centro sarà d’aiuto non solo ai disabili, ma anche ai componenti delle loro famiglie: insegnare loro le nozioni basilari per una maggiore autosufficienza permetterà agli altri membri di avere più tempo a disposizione per svolgere le diverse mansioni quotidiane. Un simile risultato consentirà loro non solo di imparare un mestiere, ma anche di vedere benefici di un simile centro estesi ai villaggi della zona. Le persone prese in cura avranno bisogno di strumenti, telai o macchine da cucire che permettano loro di continuare a lavorare anche a casa. Durante il mio viaggio ho avuto la fortuna di incontrare il venerabile Punla, direttore del monastero di Tashi Lhunpo. Il Lama Punla ha ringraziato sentitamente i medici e i terapisti italiani e Lama Gangchen per l’organizzazione e la realizzazione del progetto. Ha garantito i pieno appoggio ai lavori da parte del monastero e lo ha dimostrato organizzando tutte le azioni di supporto. Il segretario amministrativo, Kachen Wanchukla (un monaco del Tashi Lhunpo e un caro amico che da anni collabora con Help in Action) ha organizzato e portato avanti il complicato lavoro per l’ottenimento dei permessi di costruzione, curando la produzione dei documenti necessari da parte delle autorità locali, tenendo i conti e così via. Già famosi in Tibet per l’assistenza medica che da tempo assicurano alla poverissima popolazione della zona, i monaci di Tashi Lhunpo, spronati da un gran senso di compassione, sono completamente votati ad espandere l’aiuto in particolare a coloro che vengono solitamente dimenticati.
Io ho visitato il Tibet come volontaria. Non sono un edifico nemmeno un terapista. Non sono in grado di identificare una malattia di capire se una terapia è di beneficio e possa migliorare le condizioni di un invalido oppure no. Sono una persona comune, senza handicap, che vive in un mondo creato per gente come me. In questo senso posso dire di essere sempre stata inconsapevole delle difficoltà che può incontrare un disabile. Ma si tratta di problemi troppo reali. Tuttavia ho visto il volto di tanti bambini accendersi in un sorriso quando stavano per essere sottoposti ad una terapia faticosa e forse anche dolorosa. E quei sorrisi, senza bisogno di parole e di traduzioni, mi hanno comunicato la loro felicità per poter finalmente nutrire la speranza di un futuro migliore.
Progetti di questo tipo non soltanto hanno la funzione di aiutare chi ha bisogno, di dare loro una dignità e un po’ di indipendenza, ma hanno anche lo scopo di aprire gli occhi e la mente a gente come noi, rendendoci consapevoli della silenziosa sofferenza di tanti.
Aiutateci a sostenere il progetto per i disabili dell’area di Shigatse e a cambiare la vita di chi ne ha veramente bisogno. I dettagli per inviare donazioni li trovate pubblicate sull’ultima pagina di questo Peace Time.

Sharon Dawson

  • La clinica di Tashi Lumpo dove i terapisti della Fondazione Don Gnocchi indegnano ai monaci medici del monastero le tecniche della fisioterapia

  • Sezione della nuova clinica per disabili al monastero di Tashi Lumpo

  • Esercizi per la riabilitazione motoria a Tashi Lumpo

  • Um momento della cerimonia di benvenuto ai fisioterapisti della Fondazione Don Gnocchi e dello staff della Lama Gangchen World Peace Foundation al monastero di Tashi Lumpo nell agosto 2002

  • Foto di gruppo dei monaci-medici della clinica di Tashi Lumpo

  • Il particolare di una delle stampelle messe a disposizione dei numerosi disabili locali

 

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