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Progetto Acqua in Tibet/Cina |
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All'Associazione, in Nepal, Tibet e India, si rivolgono spesso persone in condizioni disperate, che hanno bisogno di un aiuto immediato: per ottenere delle cure mediche per sè o per i figli (in questi paesi non esiste assistenza medica gratuita); per un'operazione urgente; perchè non hanno lavoro da tempo, o hanno perso il raccolto, e non sanno come nutrire la propria famiglia o continuare a pagare l'affitto; perchè sono anziani e soli, non possono più lavorare e sono abbandonati a se stessi. Il Fondo si occupa inoltre di sostenere temporaneamente i bambini la cui adozione a distanza è stata interrotta, in modo che non debbano essere tolti dalla scuola, o comunque ritornare alla loro difficile situazione iniziale.
Progetto Disabili in Tibet - Progetto 2002/2003/2004 Il progetto è stato realizzato negli anni 2002-2003-2004 con il contributo della Regione Lombardia
In collaborazione tra: Fondazione Don Carlo Gnocchi ONG, una delle più importanti realtà italiane a favore dei disabili
AISPO
- Associazione per la
Solidarietà tra i Popoli,
Il Tibet è una delle aree più povere del mondo, specie nelle zone rurali dove l'unica risorsa è un'agricoltura di pura sussistenza. I servizi sociali, specie quelli sanitari, sono inesistenti nella maggior parte dei villaggi e minimi nelle città. In questo contesto, particolarmente difficile è la situazione dei disabili: un'economia esclusivamente agricola non consente loro alcuna possibilità di inserimento sociale e di sostentamento, e mancano del tutto servizi di riabilitazione o cure appropriate. Il progetto si è svolto negli ambulatori del Monastero di Tashilunpo, nella citta' di Shigatse: qui i monaci - medici, che praticano soprattutto la medicina tibetana, ricevono ogni giorno centinaia di pazienti poverissimi che vengono dai villaggi circostanti, con fiducia e la certezza di ricevere un aiuto. Ma i medici sono spesso impotenti, specie di fronte ai numerosi casi di handicap: in molti casi sono fratture mai curate, che rendono per sempre disabile che le subisce; c'è il B-bone desease, una malattia progressivamente deformante, diffusa in Tibet per cause ancora ignote; molto frequenti sono i casi di cataratta e di cecità, addirittura tra i più giovani, per la forte insolazione, la polvere e la mancanza di igiene... Negli ambulatori , gli esperti Don Gnocchi che hanno soggiornato a lungo presso il Monastero hanno insegnato ad alcuni dei monaci medici la fisioterapia e la riabilitazione dei disabili: i monaci sono così ora in grado di offrire un aiuto concreto anche a questi pazienti, che da lungo tempo lo attendevano.
La clinica è situata nella periferia di Kathmandu, nello stesso edificio in cui ha sede l'Associazione; fornisce assistenza medica a costi minimi ai bambini adottati e alla poverissima popolazione dell'area. Offre cure basate sulla medicina occidentale, tibetana e ayurvedica e comprende un ambulatorio di medicina generale, un ambulatorio dentistico, uno oculistico, uno di analisi ed uno materno infantile. Un gruppo di medici nepalesi vi opera permanentemente.
Nel 2004 gli ambulatori hanno offerto cure mediche a circa 16.000
persone, a costi minimi e quando possibile gratuitamente.
La Clinica segue alcuni particolari programmi sanitari nazionali, come
l’osservatorio sulla tubercolosi e la cura a diversi pazienti affetti da
questa malattia, la Campagna nazionale per la polio, ancora purtroppo
molto diffusa nella regione, e il programma vitamina A: la dieta tipica
delle famiglie povere nepalesi, composta quasi esclusivamente di riso e
lenticchie, è estremamente povera di vitamine e in particolare di
vitamina A, la cui carenza provoca gravi disturbi alla vista e talora
purtroppo anche la cecità. Anche i programmi di vaccinazione , che hanno già interessato migliaia di bambini, si sono ampliati includendo vaccinazioni contro la polio, l’epatite e il morbillo. Servono fondi per l'acquisto di medicine, attrezzature per gli ambulatori, per operazioni urgenti e per l'attività di educazione sanitaria.
I problemi sanitari nei villaggi del Tibet Centrale sono gravi e diffusi: denutrizione e utilizzo di acqua contaminata , mancanza di assistenza per il parto, TBC e problemi polmonari, assenza di cure in caso di fratture (molte persone rimangono per sempre disabili a causa di banali fratture non curate), problemi oculari (cataratta e cecità) diffusissimi persino tra i bambini a causa della fortissima insolazione e della polvere, totale assenza di cure odontoiatriche. E’ di enorme importanza per gli abitanti dei villaggi poter contare su una assistenza medica di base: le condizioni di salute sono spesso precarie, per il clima, l’alimentazione, l’uso di acqua contaminata. Le strutture sanitarie in città sono troppo costose e difficili da raggiungere, e chi si ammala rimane così spesso privo di qualunque aiuto. L'Associazione ha costruito anni fa un primo ambulatorio nel villaggio di Gangchen, l'unico in questa area da molti anni del tutto priva di assistenza medica : l’ambulatorio è sede di un medico tibetano, che utilizza i composti della medicina tradizionale tibetana e visita regolarmente - a piedi perchè nella regione non ci sono mezzi di trasporto - altri 15 villaggi dell'area. Nel 2005 grazie alle donazioni raccolte un nuovo e più grande dispensario è stato costruito nel vicino villaggio di Singma Gangchen: è una costruzione ampia , con un grande cortile, posta proprio sulla strada che porta dalle città di Lhasa e Shigatse fino al confine con il Nepal. Pur essendo una strada sterrata – al momento sono però in corso dei grandi lavori di miglioramento – è una delle principali arterie del Tibet e rende quindi il dispensario facilmente raggiungibile da molti altri villaggi dei dintorni. Il medico tibetano vive già con la sua famiglia nella nuova struttura, che sostituirà il vecchio e più piccolo dispensario del vicino villaggio di Gangchen.
La gente del luogo è felice di poter
ricevere finalmente un qualche aiuto, e che questo accada proprio a
Gangchen, i cui monaci-medici avevano per secoli assicurato a tutti
assistenza medica.
Una donazione offerta da Chiesi
Farmaceutici nell’anno 2005 è stata destinata alla realizzazione di un
dispensario nel villaggio di Nepu, in una zona del tutto priva di
assistenza medica.
Tashilumpo, fondato nel sedicesimo secolo, è uno dei più grandi Monasteri del Tibet , tradizionalmente sede dei Panchen Lama; si trova nella città di Shigatse, la seconda del Tibet, e ospita oggi circa 800 monaci.
Al suo interno degli ambulatori,
estremamente poveri e affollati, sono l'unica risorsa medica per le
popolazioni povere di molti villaggi.
In un'ala del dispensario i monaci , dopo
aver raccolto le erbe sulle vicine montagne Himalayane, preparano i
composti della medicina tibetana. Gli ambulatori sono stati dotati nell’estate 2004 di attrezzature per realizzare un piccolo laboratorio per le analisi del sangue e delle urine, da tempo attese dai monaci per migliorare la loro capacità di diagnosi. Le entrate degli ambulatori non bastano neppure a coprire il costo di acquisto dei materiali e la preparazione o l'acquisto delle medicine, e la struttura continua a funzionare solo grazie alle donazioni ricevute. L’associazione aiuta regolarmente la piccola clinica a sostenere i propri costi di gestione.
Il Monastero di Gangchen in Tibet Fondato cinque secoli fa, il Monastero del villaggio di Gangchen nel Tibet centrale ospitava un tempo circa 350 monaci: qui erano preservate le più antiche e profonde tradizioni della spiritualità, della medicina, dell'arte e dell'artigianato del Tibet. Era per tutti gli abitanti della zona il punto di riferimento per quanto riguardava la vita spirituale, le cure mediche che venivano offerte dai Lama medici, l'istruzione, l’aiuto concreto nei momenti più difficili o significativi dell’esistenza. L'antico Monastero, distrutto nel 1959, è stato ricostruito nel 1999-2000 grazie ai fondi raccolti: da sempre cuore del villaggio per i tibetani, porta con la sua rinascita un importante segno di sopravvivenza etnica e culturale.
Le stanze comprendono una sala per la
preghiera, gli alloggi per i monaci, le cucine, un centro di ritiri e
per i medici del centro sanitario, un ambulatorio. Il monastero ospita oggi circa 40 monaci che vivono e studiano qui, tra i quali molti bambini provenienti dai poverissimi villaggi circostanti.
L’aiuto dell’Associazione raggiunge
numerosi monasteri tibetani. Simboli dell’identità dei tibetani, diversi piccoli monasteri sono stati oggi ricostruiti, ma sono poverissimi e possono sopravvivere solo grazie agli aiuti ricevuti, che consentono loro anche di accogliere nuovi bambini agli studi. Manca il denaro per acquistare cibo, abiti, scarpe, medicine, letti, coperte, combustibile, per effettuare le riparazioni rese frequenti dal clima estremo del Tibet e dalla precarietà degli edifici. Molti monasteri del Tibet Centrale chiedono e ricevono aiuto dall’Associazione per le necessità primarie, ed anche per realizzare piccoli impianti idrici o sanitari, - le condizioni igieniche nelle comunità rischiano di diventare difficilissime - per ricostruire gli edifici, per acquistare pannelli solari.
Il Monastero di Gangchen è stato
interamente ricostruito.
Il Monastero di Riwo Choeling ha chiesto
aiuto per realizzare un nuovo sistema idrico, sostituendo e interrando
le attuali tubature rotte in più punti. Molti altri piccoli monasteri ricevono aiuto per le loro necessità primarie, grazie anche all’adozione a distanza dei monaci e dei piccoli monaci (vedi: adozioni a distanza)
Nel Tibet Centrale la drammatica scarsità di piogge, concentrate solo in estate, fa sì che per lunghi mesi la popolazione sia priva di acqua, e costretta a bere talvolta dalle pozze che si formano nel terreno, con gravi conseguenze sul piano della salute specie per i bambini. Nei villaggi manca spesso anche una semplice fontana. Manca l'acqua per irrigare, e i raccolti sono scarsi o irrimediabilmente perduti ; non è possibile coltivare ortaggi , e la dieta è quindi gravemente carente di vitamine.
Nessun villaggio della zona è dotato di
acquedotto o di servizi igienici. Il primo acquedotto realizzato , ormai completato, è quello del villaggio di Gangchen: sfrutta una sorgente montana posta a qualche chilometro di distanza e serve tre villaggi, la scuola elementare, l'ambulatorio; consente anche di produrre una modesta quantità di energia elettrica. E' stato inaugurato con una grande festa nel villaggio l'8 agosto 2001, alla presenza di tutte le autorità del distretto: e ha già dimostrato di reggere molto bene i rigori della stagione invernale tibetana, grazie alle particolari tecnologie adottate dagli ingegneri della Jack Stern Ltd.
Il secondo è stato quello del villaggio di
Namling:ora, molti altri villaggi della zona chiedono la costruzione di
un acquedotto, di fontane e di sistemi di irrigazione . PANNELLI SOLARI Nei villaggi del distretto di Gangchen manca completamente l'elettricità: i pali della luce si fermano a circa 15 km. di distanza dal villaggio. I pannelli solari sono il metodo più semplice per produrre energia elettrica: quelli già installati sono appena sufficienti per una parte del monastero e l'ambulatorio. Serve elettricità anche per il villaggio, per il monastero, per la pompa dell'acqua.
Scuole in Tibet Il progetto interessa alcune scuole elementari già esistenti nei villaggi dell'area di Shigatse nel Tibet centrale. Sono delle piccole scuole elementari, formate da tre/quattro stanze costruite in mattoni di fango, con il pavimento in terra battuta, estremamente povere, spoglie e male attrezzate. Le scuole dei villaggi arrivano solo fino alla classe terza, tranne quella di Nye, l'unica del distretto che giunge fino alla sesta ed ospita quindi circa duecento bambini che provengono da vari villaggi; per la mancanza di mezzi di trasporto i bimbi vivono e dormono al suo interno, in condizioni molto difficili. Nelle scuole mancano spesso i banchi, le sedie, il denaro per il riscaldamento, per acquistare libri e materiali scolastici, per effettuare le manutenzioni di base come riparazioni del tetto, sostituzione dei vetri e così via, rese ancor piu' frequenti dal clima estremo del Tibet. Le donazioni raccolte sono indirizzate a coprire queste spese. Grazie alle donazioni raccolte è stata completamente ricostruita la scuola del villaggio di Shongma Shan, un edificio pericolante e malsano. Le donazioni sono state utilizzate anche per acquistare coperte e materassi per i bambini della scuola di Nye, che dormivano su tavolacci di legno malamente coperti nonostante i rigori del clima. Molti dei bambini "adottati a distanza" in Tibet sono inseriti in una delle scuole aiutate, ed in questi villaggi sono sempre di più i bimbi che riescono a ricevere un’istruzione. Per i bambini non raggiunti dagli aiuti è molto difficile andare a scuola, perché le loro famiglie non possiedono neppure redditi minimi per acquistare i materiali scolastici, e per di più i genitori devono rinunciare al loro piccolo aiuto nei campi, con i fratellini più piccoli, con gli animali, nella raccolta degli sterpi per il fuoco e così via.
Grazie agli aiuti raccolti, tra la fine
del 2004 e il 2005 sono state costruite due nuove scuole nei villaggi
aiutati:
La scuola del villaggio di Pandin
Annesso alla sede dell'Associazione a Kathmandu è stato costruito un asilo per i bambini più poveri dell'area, con un ambiente molto gradevole e ben attrezzato. La presenza dell’asilo – un servizio che non esiste in Nepal – è un grande aiuto per le madri, spesso impegnate tutto il giorno nel loro lavoro presso le fabbriche di tappeti della zona e costrette a tenere accanto a sè i bambini, oppure a lasciarli incustoditi o con i fratellini maggiori, per i quali è così ancora più difficile andare a scuola. Ogni giorno il camioncino dell'asilo passa a "ritirare" i bambini nelle loro case, a cui fanno ritorno la sera; vengono offerti gratuitamente anche i pasti. Molti dei bambini più piccoli "adottati a distanza" attraverso l’associazione sono inseriti nell'asilo, in cui gli insegnanti praticano il metodo Montessori insegnando anche l'alfabeto e un po' di inglese. Le scuole elementari dell’area affermano che i bambini provenienti dall’asilo sono i più preparati e pronti ad apprendere, e questo è motivo di orgoglio per i suoi ottimi insegnanti. All'esterno dell’edificio c'è un piccolo parco giochi attrezzato con un prato dove i bambini possono giocare tranquilli. Accanto all’asilo è stata completata nel 2003 la costruzione della Scuola elementare Gangchen.
Nello stesso complesso che ospita l’Asilo Montessori e la sede dell’Associazione a Kathmandu, in Nepal, è stata completata nel 2003 la costruzione di una Scuola elementare, la Gangchen Samling Primary School, che ha iniziato a funzionare e che offre la migliore educazione a molti bambini provenienti da famiglie poverissime , per i quali l’istruzione scolastica – a pagamento in Nepal - sarebbe un sogno irraggiungibile.
La scuola può ospitare circa 300 bambini
dalla prima alla quinta classe, e nel corso del 2004 si è aggiunta anche
la sesta classe. Nell’anno 2003/2004 - grazie allo staff di 15 insegnanti - 245 bambini hanno frequentato l’asilo e le classi dalla prima alla quinta; dall’inizio aprile 2004, inizio dell’anno scolastico in Nepal, il numero di bambini è cresciuto e la scuola offre ora anche la frequenza alla sesta classe. L’edificio è composto di tre piani, con aule luminose e ben attrezzate; in ogni piano ci sono bagni e acqua sicuramente potabile. Ci sono inoltre uffici amministrativi, una biblioteca, e spazi destinati alla futura realizzazione di laboratori di lingua , computer, scienza e tecnologia. In previsione è anche la costruzione di un campo sportivo e di un nuovo e più grande parco giochi.
La maggior parte dei bambini che
frequentano la scuola sono stati adottati a distanza attraverso
l’Associazione Lama Gangchen Help in Action ONLUS. La scuola intende inoltre offrire ai bambini , oltre ai consueti programmi di apprendimento, un programma di educazione alla pace e alla tolleranza , radicato in particolare all’interno della vasta tradizione multietnica e multireligiosa del Paese; considera inoltre di grande importanza l’apprendimento dei principali valori spirituali comuni a tutte le tradizioni religiose.
L’associazione organizza presso la sua
sede di Kathmandu in Nepal corsi di maglia e cucito a beneficio di molte
madri, spesso vedove o separate dal marito, che versano in una
situazione economica drammatica. Presso la Gangchen Samling School è in preparazione un progetto di brevi corsi di formazione professionale – elettricista, idraulico, cucito, maglia - indirizzati prevalentemente ai moltissimi giovani disoccupati, che non trovano alcuna possibilità di formazione gratuita.
Nel Tibet centrale gli alberi sono rari e preziosi, per l’altitudine e per l’aridità del clima. Il terreno, già povero e arido, è sottoposto così ad una forte erosione che lo rende sempre meno adatto all’agricoltura; manca inoltre la preziosa protezione degli alberi contro gli estremi fattori climatici del Tibet : il vento, il sole fortissimo in estate, le piogge che mancano per lunghi mesi ma possono talvolta essere estremamente violente, provocando frane e perdita di case o di intere aree coltivate. Anche la legna è un bene raro, e l’unico combustibile per cucinare e per riscaldarsi è lo sterco di yak utilizzato insieme agli sterpi. Manca completamente la frutta, e la dieta è quindi gravemente carente di vitamine, considerata anche la difficoltà di coltivare gli ortaggi per mancanza di acqua. Nel villaggio di Gangchen, Nye e Namling sono stati piantati migliaia di alberi, e a Gangchen è stato avviato un piccolo progetto pilota per la coltivazione di ortaggi a seguito della realizzazione dell’acquedotto. Molti villaggi sono ancora totalmente privi di alberi, e nella regione è urgente una massiccia opera di imboschimento.
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