Tibet 2012

LE ADOZIONI A DISTANZA

Anche quest’anno il Progetto Adozioni ha raggiunto una ventina di villaggi nel distretto del Dakshu Shan – a 4.000 m.sull’altopiano del Tibet Centrale nella provincia di Shigatse – più due villaggi di distretti confinanti. Qui l’economia si basa in genere solo sui magri raccolti dell’agricoltura di montagna- con raccolti spesso non sufficienti neppure per le necessità familiari – e su pochi capi di bestiame.

Gli aiuti raccolti nel corso del 2012 sono stati consegnati nel febbraio-marzo 2013 ; sono stati distribuiti in modo uguale tra i circa 2000 bambini dei villaggi, per non creare
difficoltà e ulteriore sofferenza all’interno di queste piccole comunità in cui tutte le famiglie si conoscono. Sono inoltre state aiutate diverse famiglie composte solo da anziani.

Le famiglie e i bambini sono stati convocati villaggio per villaggio in base alle liste della popolazione predisposte dal Governo Locale: un momento di grande gioia e di attesa per tutti.

Tutti i bimbi adottati sono stati fotografati, e sono state consegnate lettere e foto provenienti dai benefattori – per la maggior parte italiani, ma ora anche greci, inglesi, tedeschi, olandesi, svizzeri, spagnoli, statunitensi. Anche i bimbi non ancora adottati sono stati fotografati: nessuna famiglia vuole rinunciare a questo prezioso momento di attenzione e di speranza per il futuro dei figli.

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LE SCUOLE

Nel distretto di Dakshu Shan ci sono ora alcune scuole elementari, tra le quali la più importante è quella del villaggio di Nye che va dalla prima alla sesta classe a cui si riferiscono le foto.

La scuola ospita circa 500 bambini che studiano per la maggior parte come interni, in quanto la mancanza di mezzi di trasporto rende impossibile un viaggio quotidiano dal loro villaggio.

E’ da anni inserita nei nostri programmi di aiuto e anche quest’anno si è svolta la distribuzione di tutti i materiali scolastici per un anno per tutti i bambini del distretto, e delle nuove uniformi costituite da giaccavento e pantaloni imbottiti.

I bambini sono alloggiati in stanze da otto letti, e ricevono un buon vitto con tre pasti al giorno; al mattino hanno lezione, al pomeriggio altre lezioni o i compiti. Finiti i compiti nella bella stagione hanno tempo per giocare nel prato o nei cortili della scuola.

Per le famiglie sarebbe impossibile coprire i costi per gli studi, rinunciando per di più al piccolo aiuto dei bambini in casa, con i fratellini più piccoli o nei campi.

Ma la presenza di queste scuole e degli aiuti ha molto cambiato la vita dei villaggi, in quanto la percentuale dei bimbi che hanno la possibilità di ricevere un’istruzione è cresciuta moltissimo e continua a crescere: molti stanno arrivando alle scuole superiori e qualcuno persino all’Università.

Cosa impensabile fino a 14 anni fa, quando l’Associazione ha iniziato la propria attività: solo pochissimi dei genitori infatti sanno leggere e scrivere.

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GLI ALBERI

Prosegue nel 2012 l’importante lavoro di imboschimento dei territori raggiunti dagli aiuti: diverse migliaia di alberi sono state piantate in questa zona quasi del tutto priva di vegetazione, per proteggere i villaggi dalle frane, dall’erosione del già arido terreno , dai fortissimi venti , dal sole e dalla polvere accecante dell’altopiano.

Gli alberi vengono poi curati con una continua e costosa opera di irrigazione per permetterne la crescita. Molti altri sono necessari, ed è possibile donarne uno con soli 10 euro, a proprio nome o dedicandolo a una persona cara, malata, in difficoltà.

Quest’anno la società Cresco spa ha donato un albero per ogni cartone di gelati acquistato dai propri clienti, che hanno potuto scrivere la loro dedica su questi simpatici cartellini posti su uno dei nuovi alberi piantati: un’idea efficace e originale per promuovere la propria attività aiutando un progetto altamente benefico.

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I MONASTERI

Gli aiuti dell’Associazione raggiungono diversi piccoli Monasteri nel Tibet Centrale, la cui sopravvivenza si basa solo sulle offerte raccolte. Le donazioni servono a coprire le necessità di base delle piccole comunità – cibo, scarpe, medicine, combustibile, coperte, riparazioni, ecc. – nelle quali tutti i monaci ripartiscono il loro tempo tra il lavoro manuale e la preghiera.

Nel 2012 è stato completato l’importante lavoro di costruzione di stanze per alloggiare i monaci di Nimo Gyalchen,- nelle foto – un piccolo Monastero di montagna tra le città di Lhasa e Shigatse. I monaci, il cui numero è in
crescita, erano alloggiati tutti insieme in un’ala vecchia del piccolo edificio, in uno spazio sempre più piccolo e malsano.

Le nuove stanze si trovano subito fuori dal Monastero, sono costruite in pietra e orientate in modo la ricevere il più possibile la luce solare, specie nei lunghi mesi invernali nei quali i monaci non hanno riscaldamento.

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