Tibet 2010

LE ADOZIONI A DISTANZA

Nel corso della missione in Tibet 2010 circa 2000 bambini dei villaggi aiutati nel distretto Dakshu Shan, nel Tibet Centrale, hanno ricevuto gli aiuti dell’Associazione insieme alle loro famiglie.

Nella capitale Lhasa sono stati acquistati per ogni bambino giacche a vento, maglie, pantaloni, calzamaglie, t-shirts, scarpe di cuoio e di tela, calze, cappelli, asciugamani, sapone , dentifricio e spazzolino.

In base alle liste della popolazione fornite dal Governo Locale ogni famiglia – anche se composta solo da anziani – ha ricevuto inoltre denaro e scorte di sacchi di riso e farina, particolarmente importanti perchè la scarsità di piogge aveva in molti villaggi compromesso il raccolto.

Le operazioni di distribuzione si sono svolte all’interno del Monastero di Gangchen, da sempre centro di aiuto per la popolazione locale.

I bambini adottati sono stati identificati e fotografati, villaggio per villaggio, e molte famiglie hanno scritto lettere di ringraziamento per i benefattori, semplici ma piene di gratitudine.

Anche i bambini non ancora adottati sono stati fotografati; gli aiuti sono stati però come ogni anno divisi in modo uguale tra bimbi adottati e non, per evitare ulteriore sofferenza.

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L’ACQUA E LE DIFFICOLTA’ CLIMATICHE
IL 5 PER MILLE 2009

Da alcuni anni il monsone estivo proveniente dall’India non riesce a varcare in modo sufficiente la barriera Himalayana, e le piogge – come sappiamo purtroppo nell’estate 2010 abbondantissime in Pakistan e India – nel Tibet Centrale sono sempre più scarse, o con carattere di brevi temporali di fortissima intensità. Quest’anno due fiumi nella regione aiutata dall’Associazione, normalmente di rilevante portata, erano praticamente in secca.

Il clima arido rende quindi sempre più drammatica la situazione idrica nei villaggi, con conseguente perdita dei raccolti per famiglie che basano la loro modesta economia
solo sull’agricoltura e un po’ di allevamento.

Si rende così sempre più preziosa la tecnica adottata l’anno scorso nel villaggio di Singma Gangchen, dove una trivellazione a circa 60 m. di profondità ha portato alla luce una ricca falda acquifera, che mediante un sistema di scavi e di tubature alimenta ora una vasca per l’irrigazione e per gli usi domestici.

Il problema è stato finora il costo molto elevato della pompa a benzina che consente la salita dell’acqua, ma un’importante novità dovrebbe interessare i villaggi aiutati: i pali della corrente elettrica – che finora transitava solo dal capoluogo Shigatse alla seguente città, senza servire i villaggi – dovrebbero infatti a breve essere collegati; questo consentirà l’uso dell’elettricità per alimentare la pompa idrica, con costi molto molto inferiori.

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GLI ALBERI

Prosegue l’importante opera di imboschimento, e grazie agli aiuti raccolti questa primavera migliaia di nuovi alberi sono stati messi a dimora a protezione dei villaggi della regione.

Il lavoro è stato svolto dagli abitanti dei villaggi interessati, che oltre ad avere un’opportunità di lavoro retribuito hanno avuto la gioia di fare qualcosa di davvero importante per la loro vita.

La preziosa presenza degli alberi, molto rari a quest’altitudine, protegge infatti dalle frane, dall’erosione del già arido terreno, dalle tempeste di vento e polvere dell’altopiano, dalla violenza dei temporali.

Più di 20.000 alberi sono già stati piantati, con una regolare opera di irrigazione, e molti altri sono necessari. Le dediche per chi ha donato un albero – dono inestimabile per la popolazione locale – sono state portate in Tibet, e lette durante le cerimonie di preghiera nei monasteri.

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